Il mal di schiena

By Lorenzo On giovedì, marzo 09 th, 2017 · no Comments · In

 Il mal di schiena, più tecnicamente definito come lombalgia o, se più alto dorsalgia, è un problema che ritroviamo lungo tutta la storia dell’uomo tuttavia nei giorni nostri si pone più attenzione a queste problematiche sanitarie. Ci sono diverse possibili cause del dolore cronico alla schiena:

  • Un incidente o un trauma fisico di qualche tipo che colpisce la colonna vertebrale.
  • Movimenti sbagliati durante il lavoro o il gioco.
  • Cause correlate alla postura, per esempio, l’adozione di un modo di sedere o di stare in piedi che sottopone a stress la schiena.
  • Un disco danneggiato (disco erniato o che protrude) o quando i dischi tra le vertebre sono sotto pressione costante. poiché i dischi degenerano e si indeboliscono, la cartilagine (tessuto elastico tralucente) può protrudere nello spazio che racchiude il midollo spinale o una radice nervosa, causando dolore.
  • Sindrome della cauda equina (disco che protrude nel canale spinale), complicazione seria di un disco danneggiato.
  • Sciatica, condizione che può essere causata da un disco danneggiato (o erniato) che comprime una radice nervosa la quale passa attraverso la colonna vertebrale fino alla gamba.
  • La degenerazione della colonna vertebrale dovuta ad usura del disco può portare ad un restringimento del nervo sciatico e del canale spinale. Una persona con degenerazione della colonna vertebrale può provare rigidezza alla schiena quando si alza o dolore quando cammina o sta in piedi per lungo tempo.
  • Stenosi spinale, ovvero un restringimento della colonna vertebrale  che causa dolore in seguito a pressione sulle radici nervose. Alcune persone hanno tendenza congenita a sviluppare questa condizione.
  • Osteoporosi, patologia correlata all’età. E’ una progressiva diminuzione di densità e forza dell’osso. La rottura di ossa fragili, porose nella colonna vertebrale e nelle anche, può avvenire quando il corpo non produce nuovo osso e/o assorbe troppo l’osso esistente. Le donne hanno quattro volte più probabilità dell’uomo di sviluppare questa condizione. Irregolarità dello scheletro possono causare sollecitazioni sulle ossa o sui muscoli di supporto, i tendini, i legamenti e i tessuti supportati dalla colonna vertebrale. Queste irregolarità includono la scoliosi, incurvamento laterale della colonna vertebrale, e altre condizioni.
  • Tumefazioni di strutture del tessuto connettivo (fibromialgia, fibromiosite) possono causare dolore, stanchezza, sensibilità in diversi punti, in particolare nel collo, nella schiena, nelle spalle e nelle anche.
  • Infezioni severe o infiammazioni delle articolazioni della colonna vertebrale (spondiliti), che causano dolore alla schiena e rigidità. Ci sono anche altre infiammazioni dolorose della colonna vertebrale, incluse osteomieliti (infezioni delle ossa della schiena) e sacroileiti (infiammazioni delle articolazioni sacroiliache, la regione tra il sacro e l’ileo alla base della schiena). www.biospina.com

Il “mal di schiena” assume particolare importanza in quanto è divenuto negli ultimi decenni una delle principali cause di assenza dal lavoro e di aumento della spesa sanitaria. Questo trend ha determinato il fiorire di linee guida di trattamento internazionali, nazionali e regionali (vedi studio comparativo del 2011) inizialmente in contrasto le une con le altre. Finalmente negli ultimi anni si sono definiti molti criteri di valutazione e di trattamento comuni: il mal di schiena è nella grande maggioranza dei casi benigno, e la fase acuta si risolve, generalmente, in qualche settimana. Solo i casi più complessi (lombosciatalgia da ernia discale, la scoliosi dolorosa dell’adulto, la stenosi spinale, l’instabilità vertebrale e la spondilolistesi, le spondiloartropatie) necessitano di indagini approfondite (RMN, EMG ed eventuale consulenza reumatologica o chirurgica).

E’ fondamentale una visita iniziale accurata che delinei i meccanismi che possono essere alla base del problema, e che fornisca una corretta informazione al paziente sulle possibilità di cura della fase acuta, sull’importanza del successivo trattamento riabilitativo e sulle corrette abitudini di vita da adottare in seguito per evitare recidive.
Un aspetto evidenziato da tutti gli studi è l’importanza di limitare al minimo il periodo di riposo, e intraprendere una corretta attività fisica guidata da personale specializzato mirata al benessere del rachide e alla cura della postura; inoltre è fondamentale l’educazione sulle buone pratiche di vita (calo ponderale, sospensione del fumo, tecniche corrette per sollevare pesi, ottimizzazione della postazione di lavoro….). Quindi, per un corretto inquadramento del problema e una successiva gestione accurata del percorso terapeutico, il coinvolgimento di più figure professionali (fisiatra, reumatologo, ortopedico, terapista della riabilitazione, posturologo) che si scambiano informazioni è senz’altro vincente. L’approccio globale alla lombalgia presso il Poliambulatorio prevede la successione di: terapia strumentale, capace di ridurre la tensione dolorosa e che consente un precoce lavoro muscolare attivo; di rieducazione posturale individuale e di gruppo mirata a riequilibrare la postura agendo sulla globalità delle catene muscolari ed alla rimozione dei compensi attraverso la correzione della morfologia del corpo; e di consolidamento tramite ginnastica antalgica e rieducativa finalizzata alla presa di coscienza della propria colonna vertebrale, al controllo nelle posizione e nei movimenti quotidiani,a stabilizzare il rachide durante gli sforzi ma anche a ridurre e gestire il dolore. (Linee Guida SIOT 2011)

 

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