Riabilitazione della Mano

By rita On venerdì, maggio 26 th, 2017 · no Comments · In

La riabilitazione della mano si distingue dal trattamento degli altri segmenti corporei per la complessità delle sue strutture. Per permettere movimenti così fini e precisi, infatti, la mano è dotata di 27 ossa, 18 muscoli, 24 tendini, 3 grandi nervi, 3 vasi sanguigni, che collaborano insieme in modo perfetto. Una tale quantità di strutture coinvolte in un segmento così ridotto espone tuttavia ad una grande pluralità di affezioni.
Basti pensare che il 70% degli infortuni sul lavoro colpiscono le mani; molte altre patologie sia congenite che acquisite coinvolgono la mano, pregiudicando spesso seriamente le capacità di attendere alle normali attività. La riabilitazione della patologia della mano e del polso prevede sempre un inquadramento globale della patologia del paziente e si avvale dell’utilizzo di fisioterapia strumentale e di diverse tecniche di riabilitazione manuale.La sua riabilitazione necessita – da parte del terapista – oltre ad una grande conoscenza delle strutture e della fisiologia naturale del movimento anche una grande conoscenza delle disfunzioni proprie della mano. Naturalmente sempre a partire da una valutazione globale dell’arto e del sistema corpo nella sua interezza si passa ad un trattamento specifico che si può avvalere in prima istanza di terapie fisiche (quali laserterapia, tecarterapia, ultrasuonoterapia, paraffinoterapia, magnetoterapia) per poi passare a mobilizzazioni passive articolari, a manipolazione di tessuti molli, fino al recupero del gesto attivo in tutta la sua complessità e molteplicità.

Le indicazioni per una buona riabilitazione della mano si riscontrano: in seguito a traumatismi diretti della mano (fratture, distorsioni, lussazioni e sublussazioni articolari) che ne comportano un periodo di immobilizzazione ed una conseguente limitazione articolare, con l’obiettivo del ripristino della naturale mobilità; come prima risorsa nei casi di alterazioni croniche ed infiammazioni per ritardare o impedire il trattamento chirurgico (dito a scatto, rizoartrosi, sindrome del tunnel carpale, sindrome di De Quervain); in seguito ad interventi chirurgici per il recupero della funzionalità pre-morbosa (protesi articolari, suture tendinee, puleggiotomie, sezioni legamentose…).

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