Rieducazione Posturale Globale

By barbara On venerdì, maggio 26 th, 2017 · no Comments · In

 

Che cos’è?

Prima di parlare di Rieducazione Posturale Globale (RPG) è bene definire il concetto di postura.

La postura è la posizione che il nostro corpo assume nello spazio grazie al tono e al pretensionamento dei muscoli statici. Essa dipende dal patrimonio genetico, dalla personalità e dalle afferenze esterne e di adattamento all’ambiente avvenute nel corso della nostra vita. Particolare attenzione giocano nel mantenimento della postura, i muscoli antigravitari (i muscoli che permettono di mantenere la posizione eretta, contro la gravità). Questi ultimi sono sottoposti ad una attività contrattile continua e prolungata sia per assicurare la coattazione articolare dei vari segmenti corporei, sia per mantenere le posture e garantire l’equilibrio generale durante il moto.

A questo punto è facile descrivere l’RPG
La peculiarità dell’RPG è di risalire dal sintomo alla causa; l’approccio della terapia è “globale” poiché gli stiramenti imposti si propagano fino alle estremità degli arti e durante la stessa postura vengono messi in tensione tutti i muscoli retratti interessati da una lesione.
Il trattamento e l’approccio, in generale, si basa su tre principi fondamentali:

  1. Individualità: ogni individuo è uguale solo a sè stesso, e assume una varietà di adattamenti posturali che sono direttamente proporzionali al numero degli individui che rispondono in maniera soggettiva ai molteplici stimoli. Pertanto la tecnica non può essere standardizzata perché ognuno presenta adattamenti differenti in quanto soggetto attivo a livello conscio e inconscio dei propri riflessi.
  2. Causalità: il trattamento correttivo non può essere indirizzato verso il sintomo. Frequentemente un dolore alla schiena viene trattato unicamente con terapia antinfiammatoria o con altre terapie dirette al dolore. In tal caso non verrà eliminata la causa della patologia dolorosa e verranno sommati ad esso svariati compensi meccanici ed atteggiamenti antalgici che, messi in atto dalla struttura automaticamente ed inconsciamente, possono determinare nuovi dolori lontani dall’agente causante. Lo studio attento del paziente, biomeccanico e non solo, riesce sistematicamente a risalire alla causa del dolore, eliminando tutti i compensi messi in atto nel tempo.
  3. Globalità: per ricreare l’equilibrio perduto è necessario lavorare attivamente su tutta la struttura osteomuscolare della colonna vertebrale, degli arti superiori ed inferiori strettamente correlati ad esso. E’ evidente, quindi, quanto sia importante combattere ogni tipo di patologia agendo sul corpo nella più totale globalità, al fine di eliminare dolore e causa del sintomo.

Sotto l‘aspetto scientifico, è estremamente importante studiare il paziente dal punto di vista della biomeccanica. È necessario individuare i tiranti “muscolari” responsabili dello squilibrio strutturale. L’attività statica e dinamica dell’uomo è resa possibile da complessi equilibri muscolari che possono subire alterazioni multifattoriali.

Come si svolge?

Il principio dell’R.p.g. si basa sulle posture di stiramento muscolare attivo, le quali tendono a collocare in evidenza le catene di tensioni muscolari dei tendini e delle membrane che avvolgono i muscoli. Le posture provocano l’allungamento attivo (partecipazione effettiva dell’individuo) e un posteriore rilassamento delle catene muscolari contratte e irrigidite. Per essere efficaci esse devono essere sistematicamente globali a differenza di altri tipi di trattamento. Una speciale attenzione è data alla respirazione. Le loro ripercussioni sono innumerevoli nelle sfere: motoria, statica, digestiva, circolatoria, mentale ed emozionale. Il buon funzionamento dei muscoli respiratori e principalmente del diaframma sono necessari ad un buon equilibrio.

Quali sono i benefici?

Dipende dal grado degli squilibri e dei sintomi nonchè dall’anzianità degli stessi. Già dopo le prime tre o quattro sedute di terapia, di norma, per il paziente è apprezzabile un manifesto miglioramento.
Ottenuto con la terapia il riequilibrio e l’armonizzazione delle strutture, il sintomo si risolve con la presa di coscienza del corretto schema corporeo; il trattamento deve tuttavia proseguire per un tempo sufficiente perché i nuovi riflessi propriocettivi possano essere integrati e definitivamente acquisiti.
A differenza di molte altre terapie l’RPG può essere effettuato anche a scopo preventivo, in quanto il mantenimento dell’allungamento delle catene muscolari e delle giuste tensioni muscolari può prevenire l’insorgenza del mal di schiena.

A chi si rivolge?

L’RPG è una terapia particolarmente indicata per varie tipologie di pazienti, da soggetti in età pediatrica, sportivi, fino ad anziani. Nello specifico, tra le patologie che trovano giovamento da questo tipo di trattamento:
• Dolori e patologie articolari degli arti superiori e inferiori (ex. coxartrosi etc.)
• Contratture muscolari – Squilibri vertebrali ed eventuale sintomatologia (ex. Ipercifosi, lordosi e scoliosi etc.)
• Disfunzioni respiratorie
• Portatore di algie (dolori) vertebrali cronici o acuti di origine reumatologica o traumatica (ex. Spondilartrosi, ernia del disco etc.)
• Postumi di traumi e malattie neurologiche
• Deviazioni e deformazioni ortopediche nell’adulto e nell’adolescente (ex. piedi piatti, cavi; ginocchio valgo o varo etc.)
• Ripercussioni sullo schema corporeo dovute ad alcune malattie psicosomatiche.
• Riequilibrio muscolare dello sportivo
• I bambini, a partire dall’età di otto anni, ne traggono un largo beneficio in funzione di una miglior coscienza dell’immagine e dello schema corporeo; e così gli adulti che, pur in assenza di dolori o altri sintomi, vogliono ottenere un miglior equilibrio e vivere in armonia con il proprio corpo.

È importante sottolineare che, a livello di terapie di riabilitazione posturale globale sono presenti un gran numero di approcci diversi.

Tecniche utilizzate

  • Metodo Mezieres: è una metodica di riabilitazione individuale ad approccio globale che, attraverso il ripristino della simmetria corporea, permette il recupero funzionale. Il paziente, secondo una visione globale e scientifica, è valutato nella sua totalità al fine di ricercare le contratture muscolari presenti e responsabili del problema patologico in corso. Il Metodo è così incentrato sulla individuazione delle cause che hanno determinato l’insorgenza del fenomeno patologico, mentre la risoluzione della sintomatologia ne è la diretta conseguenza. E’ un approccio riabilitativo che tende alla ricerca delle cause di un problema; sciogliendo nodo dopo nodo i “compensi” che si instaurano nel corpo attraverso le catene muscolari e che spesso vengono confusi con la causa del dolore.
  • Metodo Souchard: è un metodo riabilitativo che nasce dalle osservazioni di Philippe E. Souchard, allievo di F. Mezieres. Egli, basandosi sui presupposti enunciati dalla posturologa francese, ha formulato una tecnica di riabilitazione globale che, attraverso l’utilizzo di diverse posture terapeutiche di allungamento muscolare, mira a ristabilire l’equilibrio funzionale precedentemente compromesso dalla patologia. Principi fondamentali del metodo sono: individualità, causalità e globalità.Pertanto il terapista proporrà un progetto riabilitativo globale e individualizzato che indaghi le relazioni di causa-effetto per risalire dal sintomo alla causa primaria del dolore. Gli strumenti del terapista sono la costante valutazione, gli allungamenti muscolari e l’utilizzo della respirazione per il rilasciamento muscolare.I campi di applicazione della RPG sono le patologie dolorose ortopediche, reumatiche, traumatologiche e muscolo-tensive.
  • Metodo Mc Kenzie: E’ un sistema di diagnosi e trattamento dei dolori vertebrali sviluppato da Robin McKenzie, fisioterapista neozelandese di fama mondiale. Si basa sul mantenimento di posture corrette e sull’esecuzione di esercizi specifici per trattare alcune forme di mal di schiena e di collo, quelle cioè causate prevalentemente da motivi di tipo meccanico. Questi esercizi vengono messi a punto per ciascun paziente dopo un’accurata valutazione del caso clinico. Se eseguiti correttamente comportano una sensibile diminuzione del dolore e un aumento della mobilità della colonna. Il trattamento secondo McKenzie punta sul coinvolgimento e sulla partecipazione attiva del paziente per la risoluzione dell’episodio acuto. Un programma di auto-trattamento tarato sullo stile di vita del paziente metterà in grado di controllare il proprio dolore con sicurezza ed efficacia, inoltre rende possibile una veloce indipendenza del paziente dalla figura del medico/terapista. La metodologia McKenzie trova quindi applicazione in tutti i disturbi della colonna sia a livello cervicale dorsale che lombare e può adattarsi alle varie fasi della manifestazione clinica (acuta, subacuta, cronica).
  • Metodo Cyriax: Il Dr. James Cyriax ha dedicato la sua lunga carriera professionale al St. Thomas’s Hospital di Londra (tra gli anni ’40 e i primi anni ’80) allo sviluppo e al perfezionamento di un metodo diagnostico e terapeutico delle lesioni dei tessuti molli dell’apparato locomotore. Il metodo da lui elaborato consiste in una valutazione a turno della funzione di ogni tessuto mobile: le risposte positive e negative ottenute con i test di tensione selettiva formano uno schema (pattern). Tale schema viene interpretato, sulla base dell’anatomia applicata, per poter raggiungere una valutazione più esatta possibile sulla posizione, natura, dimensioni e stadio di ogni lesione dei tessuti molli. “Non ho inventato il massaggio, che esiste da tempi immemorabili, – scrive Cyriax nella prefazione alla ottava edizione del 1982 del suo”Textbook of Orthopaedic Medicine- ho semplicemente elaborato una tecnica di massaggio trasverso profondo (deep friction), che permette di raggiungere la sede della lesione. Ho insistito affinchè fosse trattata solo la struttura lesionata evitando le aree di tessuto normale circostante, sedi solamente di dolore riferito e sensibilità locale”. La terapia mirerà a frenare il più possibile la reazione infiammatoria post-traumatica sia per mezzo di un’infiltrazione di triamcinolone che per mezzo del Massaggio Trasverso Profondo (MTP). E’ indicata per Piccole rotture muscolari, Lesioni tendinee, Piccole lesioni legamentose.
  • Metodo Mulligan: La teoria originale è basata sul concetto correlato a un errore di posizione delle superfici articolari, o un errore di traiettorie, che possono portare come conseguenza un loro non corretto scivolamento, con la consequenziale comparsa di sintomatologia come dolore, rigidità o debolezza muscolare. Tali alterazioni possono generare nel tempo un cambiamento nella forma delle superfici articolari, una modificazione nello spessore e struttura della cartilagine, un’alterazione nell’orientamento delle fibre legamentose e capsulari o nella direzione e tensione di muscoli e tendini e potenzialmente generare una modificazione della dinamica del sistema nervoso sia centrale sia periferico. Il metodo prevede un sistema di mobilizzazioni passive senza dolore combinate con movimenti attivi per pazienti con articolazioni rigide e dolorose.

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