L’importanza dello iodio per la salute della tiroide

By Lorenzo On martedì, gennaio 31 st, 2017 · no Comments · In

Tra le malattie endocrine, il gozzo tiroideo è sicuramente quella più diffusa nel mondo così come in Italia: ne soffre infatti circa il 10-15% della popolazione italiana, con un ulteriore incremento nella popolazione giovanile e una particolare predilezione per le donne.
Poco sale ma iodato è da anni lo slogan del Ministero della Salute per sensibilizzare la popolazione all’utilizzo del sale iodato, senza ovviamente eccedere, per ridurre i disturbi da carenza alimentare di iodio. Questo appare come obiettivo primario per la salute pubblica dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dalla Food and Agricolture Organization (FAO). A tal fine il Ministero della Salute ha promosso la legge n. 55 del 21 Marzo 2005.

Che cos’ lo iodio?
Lo iodio è un minerale che contribuisce in particolare al funzionamento della ghiandola tiroidea. Quest’ultima ha un ruolo fondamentale nel regolare la produzione di energia dell’organismo: favorisce la crescita e lo sviluppo, stimolando il metabolismo basale e aiutando l’organismo a bruciare il grasso in eccesso. Anche l’acutezza mentale, la parola, la condizione di capelli, unghie, pelle e denti dipendono dal buon funzionamento della tiroide. Il corpo umano, normalmente, contiene dai 20 ai 50 mg di iodio, che viene assorbito attraverso la pelle e nel tratto gastro-intestinale e viene trasportato, attraverso il flusso sanguigno, alla tiroide che ne trattiene circa il 30%. La parte restante viene assorbita dai reni ed eliminata, prevalentemente, con le urine.

Dove si trova lo iodio?
Tutti i tipi di fauna e vegetazione marina assorbono iodio dall’acqua di mare e sono ottime fonti di questo minerale. In particolare, sono buone fonti il pesce di acque profonde, le alghe kelp, l’aglio, i fagioli, i semi di sesamo, i fagioli di soia, gli spinaci, le bietole, le zucchine bianche e le cime di rapa. In misura minore lo iodio si trova nelle uova, nei prodotti lattiero-caseari, nei cereali e nella carne. La quantità assunta con gli alimenti non è, però, sufficiente a garantirne l’adeguato apporto giornaliero.

In cosa consiste la iodoprofilassi?
Consiste nell’integrazione di iodio nell’alimentazione per assicurarne la giusta quantità giornaliera. Il metodo più efficace ed economico per prevenire le malattie da carenza di iodio consiste nell’usare il sale iodato al posto del comune sale da cucina. Dal 2005, per legge, il sale iodato deve essere disponibile in tutti i punti vendita di generi alimentari.
Il sale iodato va utilizzato come il normale sale da cucina e nelle stesse quantità (un eccessivo consumo di sale è dannoso per la salute e aumenta il rischio di patologie cardiovascolari).
L’assunzione giornaliera di iodio consigliata è di 150 microgrammi per gli adulti, 175 microgrammi per le donne incinte e 200 microgrammi per le donne che allattano.
In Italia, uno studio effettuato in Toscana sulla popolazione scolare, ha dimostrato l’efficacia dell’uso di sale iodato. Tuttavia, la vendita di questo tipo di sale in Italia è ancora troppo scarsa (circa il 3 per cento di tutto il sale alimentare) (Epicentro, portale di epidemiologia della Sanità Pubblica).
Inoltre, la quotidiana pratica ambulatoriale ci porta a considerare che l’utilizzo di sale tra le ragazze adolescenti è spesso ridotto se non abolito per motivi dietetici, con ricadute per fortuna quasi sempre reversibili sulla funzione tiroidea.

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