L’importanza del training fisico durante e dopo la fisioterapia

By barbara On giovedì, gennaio 26 th, 2017 · no Comments · In

Durante La Fisioterapia in corso di patologia acuta o cronica, per poter intervenire attraverso terapie conservative (in caso si tratti di una lieve lesione muscolare) e/o dopo interventi chirurgici (in caso di lesioni osteoarticolari importanti), si riconoscono differenti fasi consequenziali, volte all’inizio alla riduzione del dolore, dell’infiammazione e al miglioramento del range di movimento (ROM) attraverso la terapia strumentale, affiancata alla terapia manuale e ritmici e leggeri esercizi stabilizzatori isometrici. In un secondo momento l’obiettivo è quello del rinforzo muscolare, ottenendo il recupero della forza e della resistenza muscolare, della gestualità e coordinazione attraverso esercizi stabilizzatori i quali includono contrazioni eccentriche, esercizi propriocettivi e rieducazione neuromuscolare, associati alla terapia manuale se necessario e a costanti esercizi di stretching che contrastano l’instaurarsi di rigidità. A questo punto il soggetto può ritornare alle sue attività normali, proseguendo però nel programma di training fisico volto a mantenere il ROM e la forza e prevenire recidive attraverso programmi di esercizio mirati.

Risulta evidente come l’iter riabilitativo debba comprendere più figure professionali: Ortopedico, Fisiatra, Fisioterapista, Laureato in Scienze Motorie i quali in equipe costruiscono il percorso di recupero di ciascun individuo. Le fasi acute e sub-acute prese in carico da Ortopedico, Fisiatra e Fisioterapista sono seguite dalla fase di rinforzo muscolare e recupero in cui entra in gioco anche l’esperto del movimento. In queste ultime due fasi, spesso sottovalutate, è fondamentale effettuare un protocollo di allenamento specifico mirato al miglioramento progressivo della condizione fisica generale, attraverso l’esecuzione e il riadattamento, in termini di forza, potenza e resistenza. Risultano molto importanti gli esercizi gesto-specifici o anche sport-specifici (per gli atleti) che simulano le attività di vita quotidiana e/o i gesti sportivi. Si parla in questi casi di esercizi funzionali che sono inseriti nell’iter riabilitativo per raggiungere una piena efficienza del gesto motorio. Per esempio un rugbista per poter tornare a praticare l’attività agonistica, deve seguire un percorso di riatletizzazione che prevede il completo recupero delle capacità condizionali e delle abilità sportspecifiche dell’atleta, come i drills i placcaggi e/o i passaggi.

Il ritorno all’attività quotidiana deve essere un percorso duraturo che non finisce al completamento del trattamento fisioterapico ma che continua nel tempo attraverso programmi di allenamento funzionali in modo tale da recuperare la funzione (nell’ideale ci sarebbe la restitutio ad integrum) ma anche evitare infortuni secondari. L’infortunio sia esso di lieve o grave entità richiede un approccio complesso attraverso il lavoro in team per poter accompagnare il soggetto al completo recupero che deve avvenire sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista psicologico.

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