Indicazioni all’Esecuzione dell’Ecocolor Doppler dei Vasi Cerebroafferenti nel Paziente Asintomatico

By Lorenzo On mercoledì, febbraio 28 th, 2018 · no Comments · In

Il rischio cardiovascolare (CV), da un punto di vista epidemiologico, è la probabilità che ha un individuo di andare incontro a un evento CV di natura aterosclerotica, in un determinato periodo di tempo.

Il rischio CV globale tiene conto degli effetti dei maggiori fattori di rischio (età, sesso, abitudine al fumo, diabete, pressione arteriosa e livelli lipidici) e viene valutato con le “carte del rischio” che: 1) calcolano il rischio del paziente; 2) aiutano nelle decisioni cliniche (quale stile di vita? quali farmaci?)
In Italia sono utilizzate prevalentemente: a) la carta italiana del rischio CUORE (che stima la probabilità di andare incontro a un primo evento CV fatale o non fatale nei 10 anni successivi); b) la carta europea del rischio SCORE (che stima il rischio di un primo evento CV fatale nei 10 anni successivi).

Oltre alle carte del rischio anche l’ecografia carotidea è utile nell’identificazione di uno stato preclinico della malattia aterosclerotica: l’eco-color Doppler (ECD) è, infatti, in grado di studiare agevolmente sia l’ispessimento intima-media carotideo (c-IMT), sia la placca ateromasica che sono fattori di rischio indipendenti d’infarto del miocardio e stroke.
Per questo motivo numerose società scientifiche e linee guida nazionali e internazionali consigliano, nei pazienti asintomatici, anche l’esecuzione dell’ECD dei tronchi sovraortici in soggetti “a rischio CV intermedio”, nei soggetti di 55-60 anni con fattori di rischio aterotrombotico (come l’ipertensione, fumo, ipercolesterolemia e diabete), negli arteriopatici e coronaropatici.
L’importanza dello studio ECD dei vasi del collo nel paziente asintomatico consiste nel fatto che l’eventuale presenza di una placca ateromasica possa riclassificare la categoria del rischio CV del paziente: la presenza di danno d’organo, cioè, può comportare un rischio CV superiore a quello indicato nelle carte del rischio, con ovvie conseguenti ripercussioni terapeutiche (terapia antiaggregante e ipolipemizzante).

Le linee guida europee sulla prevenzione delle malattie CV affermano, infatti, che l’arteriopatia ostruttiva degli arti inferiori e l’aterosclerosi carotidea rappresentano fattori di rischio equivalenti di cardiopatia ischemica e in questa popolazione di pazienti è raccomandata la terapia con farmaci ipolipemizzanti, indipendentemente dal profilo lipidico plasmatico.
A livello locale la Commissione Regionale del Farmaco della Regione Emilia Romagna, nei criteri d’interpretazione della nota AIFA del 2013, afferma che “nel soggetto in prevenzione primaria con rischio CV intermedio/moderato è giustificato iniziare un trattamento con farmaci ipolipemizzanti se il colesterolo LDL è fra 130 mg/dL e 160 mg/dL. in presenza di una malattia aterosclerotica diagnosticata con valutazione clinica e/o documentata da indagini strumentali (ad esempio un ecodoppler arterioso dei TSA che mostri la presenza di una placca ateromasica carotidea); in questi casi il paziente verrà considerato in prevenzione secondaria. Il semplice ispessimento miointimale non è un elemento sufficiente per iniziare la prescrizione di una statina”.

In questo modo viene sottolineata l’importanza di una diagnosi precoce ECD in quanto, dai dati emersi da questo esame, può emergere l’opportunità di iniziare la terapia preventiva al fine di ridurre il rischio di progressione della malattia aterosclerotica.

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